La IV Gamma della Piana del Sele punta al residuo zero

Dopo il riconoscimento dell’IGP alla rucola della Piana del Sele, i produttori della Piana puntano a dare ulteriore valore aggiunto alla produzione con un progetto finalizzato a produrre IV Gamma locale ‘a residuo zero’. 
L’iniziativa è stata presentata in un convegno dal titolo “IV Gamma e residuo zero, il futuro è iniziato” che si è tenuto il 18 novembre a Battipaglia, in presenza e in diretta streaming, organizzato da Alma Seges e dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli con il contributo della Comunità Europea – Piani Operativi 2021.
Il progetto vede direttamente coinvolte due aziende del territorio salernitano, La Brocca Alba di Eboli e F.lli Valcalcer di Battipaglia, che hanno iniziato a testare la coltivazione cosiddetta a residuo zero in alcune proprie serre di produzione di IV Gamma.
“L’obiettivo – ha spiegato Gianluca Caruso, docente del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli – è quello di implementare su scala aziendale i criteri e le strategie che stiamo sviluppando in fase di test, per ottenere prodotti a residuo zero; definire un protocollo di concimazione azotata in base ad analisi rapide della soluzione circolante e delle foglie, oltre che mettere a punto protocolli di difesa basati sull’acquisizione automatica di dati relativi allo stato del suolo e delle colture”.
Il progetto ‘IV Gamma e residuo zero’, ideato già prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria, avrà una durata di tre mesi e vede come capofila Alma Seges che coordinerà una serie di partner di primo piano del territorio tra cui anche il Distretto di qualità della Piana del Sele e il Consorzio di tutela della Rucola della Piana del Sele IGP.
“Stiamo lavorando – spiega Caruso – sul processo cosiddetto di Nitroriduttasi. In pratica, aumentando l’apporto di luce ed il foto periodo, abbiamo notato che si riduce la naturale capacità di accumulo di nitrati da parte della pianta. Si tratta di uno dei nodi nevralgici per arrivare ai limiti individuati dalla normativa europea per potere essere certificati ‘residuo zero’. In questo modo emerge che è più facile raggiungere il nostro obiettivo nelle stagioni primaverile ed estiva che in quelle autunnale ed invernale, quando la luce si riduce”.
Tra le iniziative riguardanti il progetto, la selezione di varietà più adatte a questo tipo di produzione, attività di miglioramento genetico (come quelle relative alla nitroriduttasi), l’aumento del taglio di raccolta, l’uso di ammendanti e biostimolanti e la concimazione ‘azotata’ cosiddetta guidata.
Mariangela Latella