Grande confusione, situazione eccellente per chi sa anticipare le tendenze

L’Italia del fresh cut non è certo immune alle difficoltà che le aziende dell’agroalimentare stanno vivendo in questo inizio di 2022 costellato di criticità: quella sanitaria, con una sfilza di positivi e reclusi in quarantena che non possono né andare al lavoro (frenando le aziende) né uscire per fare acquisti e consumare un pasto al ristorante e al bar, a discapito dell’horeca e del commercio; quella economica, con il boom dell’inflazione e dei costi che mette sotto pressione imprese e consumatori; quella politica, con i partiti concentrati molto, troppo sulla questione Covid per operare con tempestività sui tanti nervi scoperti del sistema Paese. Mentre il PNRR è una partita tutta da giocare, dagli esiti incerti.
Il mondo produttivo, dall’agricoltura all’industria – ambiti che la IV Gamma abbraccia in toto – non vogliono continuare a vivere in una bolla. E aspettano risposte, finora solo promesse, ai problemi sul tappeto.
E poi c’è la questione dei rapporti di filiera. Che somiglia a un dialogo tra sordi: la produzione reclama ritocchi ai listini, la distribuzione, pur di non perdere clienti, “congela” i prezzi finali rinunciando a parte dei margini ma, soprattutto, costringendo a dieta forzata i fornitori.
L’impennata dei costi energetici e delle materie prime necessarie nel ciclo di produzione, lavorazione e confezionamento, combinati con la difficoltà di farsi riconoscere a valle della filiera un’equa fetta dell’epocale impennata delle spese, rischia di trasformarsi in un mix deflagrante.
Il problema è serio e se ne stanno toccando con mano le prime conseguenze: lo stop deciso al proprio ciclo di lavorazione da parte della Farris di Foggia, big della trasformazione di ortaggi (qui la notizia riportata dal Corriere Ortofrutticolo) è un segnale da non trascurare.
Preservare un minimo di marginalità a beneficio della fase produttiva e industriale è una “mission possibile” fino a un certo punto, tra buyer e insegne più sensibili e altre che abbozzano o addirittura rilanciano al ribasso.
Ma la celebre frase di Confucio “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione, quindi, è eccellente” ben si presta al settore di cui la nostra testata scrive con l’obiettivo di far circolare informazioni e idee: la capacità di cogliere e anticipare  le tendenze di consumo, passando da concetti chiave come qualità, sostenibilità, innovazione, sono l’àncora di salvezza in uno dei momenti più complessi e dinamici del Dopoguerra.
Un 2022 ricco di sfide e proprio per questo stimolante per le aziende del fresh cut e per i settori collegati, di cui riferiremo settimanalmente su queste colonne.

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