Boom delle serre e della produzione di ortaggi in Russia

Per abbattere la dipendenza alimentare negli ortaggi la Russia si sta dotando a ritmi impressionanti di serre. Un vero e proprio boom. Lo rivela il Centro Studi di Rosselkhozbank (Banca Agricola Russa) che ha recentemente svolto un’indagine tra 11 mila aziende agricole russe per analizzare quali segmenti del settore primario siano maggiormente redditizi in questa particolare congiuntura economica del mercato.

Secondo quanto è emerso, il settore delle serre ha registrato un incremento del 52% a partire dalle sanzioni commerciali della coalizione occidentale che hanno colpito la Russia dal 2014 a seguito della guerra di Crimea, sanzioni che hanno indotto la Russia a reagire bloccando le importazioni di molte merceologie alimentari di origine occidentale a partire dall’ortofrutta.

Gli esperti del Centro Studi dei Rosselkhozbank hanno evidenziato che la crescita delle colture protette e della produzione di ortaggi è stata causata dall’urgenza di dover supplire alla carenza di materia prima agricola, soprattutto ortaggi e frutta che in passato venivano per lo più importati dall’Europa. Secondo il calcolo di redditività dei ricercatori, un metroquadro di serra in Russia può produrre fino a 80 kg di raccolto. Gli investimenti si sono rilevati particolarmente vantaggiosi per i mesi invernali, dato il minor costo dell’energia che si ha in Russia rispetto agli altri Paesi. In questo periodo, infatti, la produzione interna punta a fare da bilancia di mercato nel rapporto con le produzioni di importazione che hanno prezzi particolarmente elevati.

Tra il 2015 e il 2019, il volume totale degli investimenti in impianti di serre ha superato i 200 miliardi di rubli e riguardato la costruzione di circa 1.100 ettari di nuove serre. Il boom permette alla Russia di ridurre di molto la dipendenza dalle importazioni che, fino al 2016, era di circa un milione di tonnellate di ortaggi, dato che i nuovi 1.100 ettari di serre high-tech arrivano a produrre quasi 900 mila tonnellate l’anno a fronte di una domanda interna di verdure che cresce quasi del 10% l’anno.

Cetriolo e pomodoro rappresentano il 90% degli ortaggi prodotti in serra con una costante crescita in particolare della produzione di pomodori e la conseguenza del crollo del prezzo di mercato, soprattutto da gennaio ad aprile quando sul mercato c’è anche pomodoro proveniente dal Kazakistan, che però arriva in Siberia, nell’Altay e nell’Ural, e non raggiunge la gran parte della Russia europea.

Centro nevralgico del comparto delle colture protette è Voronezh, dove passa un gasdotto in grado di rifornire di gas le aziende ad un prezzo bassissimo. Qui si trovano tutte le principali aziende del settore serricolo come Schetelig, BioBee, Bumblebees, Neoseiulus Swirskii Production. Tra le regioni in corsa per ampliare gli impianti in serra c’è Lipetsk, Kursk, Belgorod, Orel e Tula.

Mariangela Latella