Si chiama Ready World la new entry nella IV Gamma di frutta esotica

Parte da Angri, a due passi dalla Costiera Amalfitana, la risposta del Sud alla domanda di IV Gamma di frutta esotica lavorata in maniera totalmente artigianale e pronta ad entrare sul mercato accanto ai marchi più blasonati come F.lli Orsero e McGarlet. Nello sprint iniziale anche un brevetto in corso di registrazione per l’estensione della shelf life del prodotto.

L’azienda è la Ready World, partita un anno e mezzo fa con un finanziamento di Invitalia per il bando ‘Io resto al Sud’, da 100mila euro + 50mila di cofinanziamento, per testare la coltivazione di frutta esotica nella penisola sorrentina oltre che coltivare ortaggi destinati alla IV Gamma.

In un anno e mezzo di attività, sono una ventina le aziende che conferiscono ortofrutta da trasformare nello stabilimento dell’azienda per un totale di 35 ettari di superfici disponibili sparse lungo la costiera.

“Iniziamo la commercializzazione a giugno – afferma Alessia Sorrentino, co-fondatrice dell’azienda – e per il primo anno contiamo di riuscire a lavorare dalle due alle tremila confezioni al giorno per una produzione annuale di circa 500 mila confezioni di IV Gamma. Dopo l’estate prevediamo di costituire un’OP insieme alle aziende conferitrici”.

La particolarità di Ready World è il modo di concepire l’agricoltura, mettendo in primo piano la tutela del paesaggio attraverso ad esempio, l’uso di reti ombreggianti verdi e l’uso di pali di castagno per non deturpare la bellezza naturalistica della penisola sorrentina. Ma anche la lavorazione di IV Gamma è particolare: viene fatta tutta manualmente nello stabilimento di Angri.

“La lavorazione manuale – sostiene Alessia Sorrentino – dà la possibilità di avere un maggior controllo su tutto il processo di trasformazione in modo di arrivare ad un prodotto premium che però punta a collocarsi su una fascia di prezzo competitiva. Abbiamo estirpato mandarini e arance, colture tipiche del territorio, per avventurarci nella coltivazione di frutta esotica e quest’estate dovremo vedere i primi raccolti di mango, papaya, e kiwi che, in quest’ultimo caso, abbiamo portato in Costiera da pionieri”.

Il laboratorio di ricerca interno dell’azienda ha messo a punto un brevetto, in corso di registrazione, per estendere la shelf life del prodotto utilizzando gli acidi della frutta che derivano dallo scarto di lavorazione.
“Usiamo gli acidi – specifica Vincenzo Cascone del laboratorio interno dell’azienda – sia nel lavaggio disinfettante iniziale, a cui associamo raggi UV in una combinazione che permette di sanificare quasi al 100%, che nel confezionare il prodotto. Inoltre, durante il processo di trasformazione, usiamo solo acqua dalla rete idrica che, alla fine, viene depurata e ridistribuita ai nostri agricoltori per l’irrigazione anziché essere sprecata come acqua di scarico. In questo modo riusciamo a produrre taniche da 500 litri ogni due giorni, una risorsa importante in questo territorio dove si registra una crescente carenza di acqua per l’agricoltura”.

Il progetto Ready World prevede anche l’acquisto di frutta esotica da Paesi Terzi per un buon 60-70% del prodotto commercializzato: ananas dal Costa Rica, mango dalla Costa d’Avorio e papaya dalle Canarie per arrivare, una volta a regime, a distribuire due milioni di confezioni di IV Gamma di frutta esotica – e altro – all’anno.

Tra le referenze più originali che saranno in commercio da giugno anche le chips, patate affettate sottilissimamente, pronte per essere fritte.

Mariangela Latella