La serra di ultima generazione di Europrogress si chiama EasyMed

Si chiama EasyMed ed è l’ultima serra nata dalla tecnologia di Europrogress, leader nel settore della produzione di serre agricole e nella commercializzazione di impianti e tecnologie per le colture protette.

Dopo il lancio, l’anno scorso del sistema di coltivazione Up and Down, nato per lo sviluppo verticale delle colture protette, in particolare per le fragole, che consente il raddoppio del numero di piante per metro quadrato e l’abbassamento dei costi fissi di produzione soprattutto di quello di manodopera, il Gruppo tecnologico di Mirandola (Modena) punta ora alla grande platea dei produttori in serra, sempre più numerosa, e in particolare a quelli che hanno grandi superfici.

Il momento sarebbe anche quello giusto, non solo per l’incremento delle imprese agricole che lavorano con colture protette (vedi parchi in Lombardia e Campania) ma soprattutto per l’elevato numero di serre del Belpaese ormai vetuste che necessitano di essere ammodernate se non addirittura sostituite, preferibilmente con costi contenuti.

La nuova serra EasyMed è stata presentata a Macfrut Digital nel corso del forum tecnico ‘Green House techology’ dedicato alle nuove soluzioni hi-tech per le serre di cui Fresh Cut News vi propone una carrellata per tappe. Questa è la seconda.

“Questa serra è adatta per chi coltiva su grandi superfici – ha spiegato Yuri Marchesi dell’ufficio commerciale dell’azienda -. È nata da una sorta di processo di standardizzazione delle tecnologie per serra di Europrogress, di modo da arrivare ad un modello lineare, con il minor numero di optional possibili e costi di produzione molto bassi. La principale forza di questa struttura è l’attacco ‘arco-palo’ realizzato con la tecnologia OPN che si basa su un sensore ottico.”

L’azienda ha anche apportato nuove modifiche alla sua serra ‘cavallo di battaglia’ ossia la MultiArt, la più strutturata e hi-tech del proprio portfolio, irrobustendone ulteriormente le arcate e le controventature, anche in risposta alle differenze climatiche a cui stiamo andando incontro con fenomeni metereologici avversi sempre più violenti. “Ne abbiamo anche migliorato i canali pluviali – ha precisato Marchesi – per evitare le infiltrazioni di acqua che, se non sono tenute sotto controllo, causano picchi di umidità dentro l’ambiente protetto”.

Intanto il sistema ‘Up and Down’, ad un anno dal lancio, da un veloce bilancio dell’azienda, è già stato installato in diversi impianti, in Italia e all’estero anche perché, pur essendo nato per le fragole può essere applicato ad altre coltivazioni orticole.

Up and Down è dotato di canaline mobili che, in modo alternato, possono essere alzate ed abbassate, in funzione delle esigenze di produzione, così da permettere di lavorare su due linee di produzione. Le canaline possono essere regolate all’altezza di lavoro desiderata, agevolando le attività svolte dagli operatori, ottimizzando le operazioni di raccolta e riducendo le ore di lavoro.

Mariangela Latella