Nuova macchina per lavorare le baby leaf: brevettata Eco Clean

Si chiama Eco Clean la nuova macchina per la rifilatura delle baby leaf, sviluppata da Dari Ecomeccanica Srl, azienda salernitana specializzata nella meccanizzazione ibrida delle colture orticole, di cui è amministratore Alberico Durso, già fondatore dell’azienda Durso Srl, leader nella costruzione di veicoli speciali a trazione integrale.

“Si tratta di una macchina altamente innovativa – spiega il co-fondatore della Dari Ecomeccnica, Francesco Roselli – che non esiste sul mercato, per la quale abbiamo depositato la richiesta di brevetto lo scorso ottobre. È una macchina ibrida che abbina un motore meccanico, e non idraulico, ad uno elettrico e permette un risparmio di gasolio tra il 20 e il 30%. Oltre che innovativa soddisfa anche le richieste del mercato dal momento che molti big della IV Gamma hanno imposto il divieto di macchine con motore idraulico. Al momento la stiamo testando con un produttore di baby leaf, uno di rucola e uno di basilico”.
L’energia elettrica è generata da alternatori applicati alla struttura che funzionano a motore endotermico acceso ossia quando la macchina deve effettuare operazioni di trazione o di aspirazione. Mentre lavora la batteria se il motore è spento come quando, ad esempio, la macchina deve effettuare operazioni di scarico degli scarti raccolti utilizzando semplicemente la ventola integrata. In questo modo è possibile lavorare con un motore che ha una potenza bassa (circa 18 kW contro i 42 normalmente usati per questo genere di macchine) senza fermarsi per tutta la giornata e con l’impiego di solo 50 litri di carburante.
“Grazie a questo sistema ibrido – precisa Roselli – il fabbisogno energetico della macchina è soddisfatto al 50% dal sistema elettrico e al 50% da quello meccanico alimentato a combustione tradizionale. Inoltre, il sistema elettrico, quando il motore è in movimento, viene automaticamente ricaricato. Se si utilizza la macchina senza l’alimentazione elettrica prodotta in tempo reale da parte del motore meccanico, allora la sua autonomia è di circa un’ora full electric mentre i tempi di ricarica oscillano tra una e due ore. Abbiamo già realizzato il prototipo che è in fase di test presso alcune aziende e sul finire dell’estate la lanceremo sul mercato”.
La macchina lavora alla velocità di 3 km/h, in linea con i tempi di lavorazione di ogni macchina analoga, inoltre attraverso un algoritmo specifico (anch’esso oggetto di brevettazione) è in grado di gestire al meglio le operazioni di carica e scarica di modo da ottimizzare i consumi. “Quando la batteria arriva ad una soglia predeterminata – chiarisce ancora Roselli – la macchina in automatico attiva il motore meccanico e gli alternatori per ricaricarla tramite carburante di modo che la macchina possa non fermarsi. Un altro vantaggio, è che usando un motore meccanico e non idraulico, non c’è possibilità di dispersione di oli inquinanti sul campo di coltura”.
Mariangela Latella