Il Polo logistico di Battipaglia rilancerà l’export della IV Gamma

Al via il progetto del polo logistico del freddo di Battipaglia. Dopo il protocollo di intesa firmato l’anno scorso da Confagricoltura Salerno, dall’ASI, l’Area di Sviluppo Industriale di Salerno (peraltro anche area ZES, ossia Zona Economica Speciale), dalla Regione Campania e dalla Provincia di Salerno, è appena partita la fase progettuale del Polo.
Saranno l’Università Bocconi e la Statale di Milano a sviluppare il progetto che dovrebbe arrivare a conclusione entro il 30 settembre per  poi passare alla fase autorizzativa-istituzionale già da ottobre di quest’anno.  “Si tratta – spiega Rosario Rago, presidente dell’omonimo gruppo, nonché vicepresidente di Confagricoltura Salerno – di uno strumento importantissimo per il settore della IV Gamma della Piana del Sele che, nel giro di due o tre anni, anche grazie all’apertura, la settimana scorsa, dei cantieri dell’aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi e all’ok del governatore De Luca affinché possa essere servito anche da voli cargo, permetterà al settore di raggiungere mercati oggi impensabili grazie alle logiche di paniere di beni. Un cargo potrà essere, infatti caricato, oltre che con verdure di IV Gamma, anche con pesce o prodotti del settore bufalino come le mozzarelle che fanno peso e permetteranno di rendere i prezzi del volo più accessibili per tutti gli operatori”.
Tra i nuovi mercati, oggi serviti solo dagli attuali voli da Milano e Amsterdam e quindi, in sostanza, proibitivi per la IV Gamma, che potrebbero dare la svolta con l’export alla Piana del Sele: Dubai, Qatar, e persino l’Islanda. “In due o tre anni – precisa Rago – potremmo essere operativi su queste destinazioni. Tutti gli operatori coinvolti sono perfettamente consapevoli dell’importanza strategica di questo braccio infrastrutturale e tecnologico a servizio del territorio. Anche perché si andrà a recuperare una zona oggi rimasta inutilizzata e nata, negli anni Novanta, per ospitare il progetto dell’Interporto mai giunto a termine”.
Grazie all’implementazione dell’export, Rago punta a spostare l’ago della bilancia aziendale della distribuzione tra esportazioni e mercato nazionale (oggi al 50 e 50) verso il 75% a favore del primo, anche per uscire dal collo di bottiglia che è diventato ormai il mercato domestico della IV Gamma caratterizzato da margini sempre più risicati anche per l’impennata, post Covid, del costo delle materie prime.
Mariangela Latella