Rago: Salgono i prezzi a scaffale ma la IV Gamma è ferma al palo

La spinta inflattiva registrata a livello generale sui prezzi a scaffale dei beni agroalimentari, e causata dall’aumento vertiginoso dei costi delle materie prime, non tocca il settore della IV Gamma. Al contrario.
Secondo il Centro Studi di Confagricoltura, c’è una differenza in negativo di almeno otto punti percentuali tra i nuovi costi  della coltivazione degli ortaggi, maggiori se coltivati in serra, ed i prezzi a scaffale.
Se coltivare verdure di IV Gamma costa almeno il 10% in più sul 2020 e l’1,6% in più rispetto a un mese fa, il prezzo medio a scaffale è praticamente rimasto invariato se non addirittura ribassato ulteriormente dall’aumento della frequenza delle promozioni.
“Se continuiamo così – spiega Rosario Rago, membro della giunta nazionale di Confagricoltura e presidente dell’omonimo gruppo di IV Gamma della Piana del Sele – si rischia una vera e propria morìa di imprese”.
Il quadro disegnato da Rago sull’evolversi in direzione negativa del mercato di IV Gamma si basa su coordinate ben precise.
“Il comparto ha avuto due momenti molto difficili che hanno influenzato fortemente tutto l’andamento del mercato – afferma Rago -. Il primo è stato quando un operatore di primo livello è uscito da Esselunga, subito dopo un grosso investimento aziendale. In quel frangente, per recuperare terreno, lo stesso ha iniziato a praticare prezzi più bassi che poi si sono tradotti in una corsa al ribasso per tutto il settore. Il secondo evento determinante è stato quando la categoria merceologica di IV Gamma è entrata nel paniere dei beni ISTAT ed il suo prezzo è stato costantemente monitorato. La GDO sembra non capire che per questo tipo di prodotto non bastano margini dell’1-2% perché i produttori sono aziende che investono e hanno investito tanto per produrre. Tutto questo è molto preoccupante per il mondo agricolo”.
In pratica, in termini di valore reale del prodotto, si è registrata una perdita di terreno del 60% che rischia di riflettersi in un profondo mutamento della geografia del mondo produttivo di IV Gamma con il rischio di importanti chiusure. Già ha portato le carte in tribunale Ortomania mentre versa in una situazione difficile anche Mioorto che ha affrontato l’onda d’urto della pandemia già appesantita dall’operazione da 100 milioni di euro per l’acquisizione del 50% di quote di Sab Ortofrutta, azienda che, a sua volta, a fine novembre 2019 versava già in grandi difficoltà.
Per Rago, è stata la combinazione dei due fattori indicati che ha determinato la progressiva e significativa erosione dei margini al produttore di IV Gamma. Margini che, poi, hanno subìto il colpo della Pandemia, caratterizzata da un andamento anomalo degli ordini e dal cambio delle abitudini di acquisto dei consumatori.
Mariangela Latella